ULTIMO GIORNO DI SCUOLA. E' PANICO TRA I GENITORI

ULTIMO GIORNO DI SCUOLA. E' PANICO TRA I GENITORI

L’ultimo giorno di scuola, per gli studenti che non si sono già “ritirati” anticipatamente, è senza dubbio il più bello dell’anno. Gavettoni all’uscita dalle aule, feste di fine anno magari insieme a maestre e prof (nel caso della secondaria di primo grado) e preparazione degli esami per chi affronta la maturità.

Scuola chiusa: genitori in panico

Ma c’è una categoria che non festeggia affatto: i genitori. Il problema di gestire i figli, quando si è abituati a mollarli a scuola per almeno cinque ore al giorno, genera il panico tra le mamme e i papà. In Italia, paradossalmente, le vacanze estive hanno una durata così lunga – perché diciamocelo, tre mesi sono tanti – perché una volta, al contrario, i genitori avevano bisogno dei figli durante i mesi della bella stagione.

Il motivo è legato ai ritmi dell’agricoltura, importantissimi in Italia almeno fino a 50 anni fa. Con l’arrivo di giugno, infatti, i figli erano considerati braccia necessarie per affrontare il periodo di raccolta del grano e altre attività agricole. Per questo, dunque, era necessario che se ne stessero a casa.

Ora i tempi sono cambiati, e di giovani che si prestano alle attività agricole se ne vedono ben pochi in giro. Quest’anno le scuole si chiudono tra l’8 e il 15 giugno, a seconda della regione, e riaprono tra il 5 e il 16 settembre. Nel mezzo, un abisso di tempo in cui i genitori – che spesso lavorano per minimo 8 ore al giorno – non sanno a chi sbolognare la prole.

La panacea dei campi estivi

Le soluzioni sono sostanzialmente due. Da una parte gli onnipresenti nonni, che si sobbarcano l’onere di badare ai nipoti – specie quelli più piccoli – e dall’altra i famigerati campi estivi (scuole estive, o Grest a seconda del luogo) che almeno per il mese di luglio sono in piena attività. In un articolo di Anna Momigliano per Rivista Studio, vengono addirittura individuati quattro tipi di campo estivo, cui corrispondono altrettante tipologie di genitori.

  • Aspirazionale: genitore benestante e quindi con possibilità mandare i figli in un campo fighetto, tipo corsi di Eataly, o il Mudec, o qualcosa coi pony.
  • Squattrinato: genitore meno abbiente e quindi indirizzato verso centri estivi del comune, magari presso la stessa scuola frequentata durante l’anno, oppure su quelli dell’oratorio (detti anche Grest).
  • Ansia da prestazione: genitore tormentato dalla necessità del “campo estivo utile”, opterà per scuole d’inglese, centri sportivi, programmi scientifici.
  • Politicamente consapevole: genitore che sceglierà i campi politicamente consapevoli (tipo quelli organizzati da associazioni culturali e di promozione sociale).

Infine – scrive Momigliano “Ci sono i genitori disorganizzati, quelli che ogni anno sono colti di sorpresa dall’estate, e che, ridotti all’ultimo, si buttano su quello che è rimasto, collezionando le esperienze più disparate”.

Wake me up when september ends..

Ad agosto, con le ferie in arrivo, la maggior parte dei campi estivi chiudono e i genitori portano con sé i pargoli nelle località vacanziere scelte. A settembre, quasi in un “eterno ritorno dell’uguale”, di cui parlava Nietzsche, toccherà di nuovo a prof e insegnanti prendersi cura degli studenti. Sperando che, tra campi estivi e vacanze in famiglia, i discenti abbiano avuto il tempo di svolgere i compiti per le vacanze.

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