Stop alle supplenze, la sentenza della Cassazione che punisce l'abuso di contratti a termine

Stop alle supplenze, la sentenza della Cassazione che punisce l'abuso di contratti a termine

Stop alle supplenze. Abuso di contratti a termine. Scatta il risarcimento e l’anzianità per le supplenze che superano il limite di 36 mensilità, in base al numero dei contratti illegittimi stipulati. Nonché il diritto a percepire le differenze retributive legate all’anzianità. A dirlo è la è l’ordinanza 26353 della Cassazione.

Secondo quanto riporta IlSole24Ore, protagonista della vicenda è un insegnante, con cui il ministero dell’Istruzione aveva stipulato ben 4 contratti di docenza. Oltre i 3 anni consentiti.

L’insegnante si era rivolto al Tribunale per ottenere il risarcimento del danno. 15 mensilità della retribuzione globale di fatto e le differenze retributive legate all’anzianità di servizio.

I giudici d’appello, poi, rimodulavano l’entità del risarcimento portandola a 7 mensilità e mezzo dell’ultima retribuzione globale di fatto, in applicazione dell’articolo 32 comma 5 della legge 183/2010 secondo i criteri indicati nell’articolo 8 della legge 604/1966: 5 mensilità per il primo abuso, più mezza mensilità per ogni contratto successivo, oltre a un’ulteriore mezza a titolo di danno da ritardo.

Stop alle supplenze, la decisione

A questo punto la questione arriva dinanzi alla Cassazione, dove il ricorso del Miur, basato sulla insussistenza dei presupposti del risarcimento e sulla mancanza di condotta illecita dell’amministrazione, viene però bocciato.
Per la Corte, infatti, la reiterazione dei contratti a tempo determinato, aventi a oggetto supplenze individuate su organico di diritto, è legittima fino a 3 contratti, ciascuno di durata annuale.

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