Scuola: se uno studente si fa male il Ds è ritenuto penalmente responsabile. La sentenza

Scuola: se uno studente si fa male il Ds è ritenuto penalmente responsabile. La sentenza

Il Ds (dirigente scolastico) è ritenuto garante della sicurezza di studenti e personale lavorativo. Può andare incontro, pertanto, a una condanna penale nel caso di infortunio di una persona all’interno dell’istituto. E’ quanto stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione, riferita ad un caso di specie verificatosi il 7 luglio 2011 a Sapri (provincia di Salerno).

Franca Principe, preside del Liceo “Pisacane” della località campana, è stata condannata al risarcimento danni per per lesioni colpose gravi, a seguito di un incidente che ha coinvolto uno studente della scuola. Qualche giorno dopo aver terminato le prove di maturità, infatti, il giovane si era recato a scuola per assistere all’esame orale di un compagno. Qui era inciampato, cadendo su un lucernario, accessibile attraverso una porta finestra solitamente chiusa con un piccolo lucchetto. Quella mattina, però a causa del gran caldo, qualcuno aveva aperto la finestra in modo da far circolare l’aria.

DS condannata: le motivazioni della Cassazione

La Ds “avrebbe potuto e, soprattutto, dovuto segnalare all’ente Provincia le problematiche dell’istituto alla stessa affidato” come “l’insicurezza del solaio in questione”. Questo è quanto precisa la sentenza della Suprema Corte. Dagli accertamenti, inoltre, è emerso che “le richieste, pur in effetti inoltrate all’ente territoriale e ad altri soggetti pubblici, non contenevano però alcuna menzione della problematica in questione”. La soluzione dei lucchetti è risultata quindi insoddisfacente e insufficiente per prevenire eventuali incidenti.

Insieme alla preside Principe, la sentenza ha coinvolto anche l’ingegnere responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto Nicola Iannuzzi. La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza di Appello, condannando entrambi per lesioni colpose gravi ad un mese di reclusione con pena sospesa e con il beneficio della non menzione nel certificato penale, oltre che ad una provvisionale di 15.000 euro.

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