Rondoni: "Non si chiude solo un anno, c'è una scuola che sta finendo, franando sotto la sua impotenza"

Rondoni: "Non si chiude solo un anno, c'è una scuola che sta finendo, franando sotto la sua impotenza"

di Davide Rondoni per Avvenire.it

Sta finendo la scuola. Nel senso che finisce l’anno. Ma anche che questa scuola sta finendo. Sta terminando il suo ciclo, sta franando – in questo cambio d’epoca che riguarda tante cose – sotto la sua impotenza. Sì questa scuola, inchiavardata a una idea di cultura come enciclopedia, come passaggio di competenze da parte di funzionari di Stato a cittadini, garantita nella sua esistenza da processi burocratici sempre più surreali e pesanti, sta trascinando via, insieme alle buone intenzioni di tanta brava gente che vi lavora, la testa e l’anima dei nostri ragazzi.

Giratele, le scuole italiane, come faccio io, ovunque. E accanto allo splendore di persone (insegnanti, dirigenti, ragazzi) impegnate ben oltre il dovuto, creative, resistenti, simpatiche, troverete i segni fatali di una rovina, magari ammantata di sigle burocratiche. Rovina di una idea, che diventa rovina di processi, rovina di luoghi – spesso algidi o di carceraria, ospedaliera bruttezza – e rovina di anime che non son più educate, ma istruite, e perciò male istruite. La scuola di Stato ce l’ha fatta: ha eliminato dai nostri ragazzi quasi ogni elemento di educazione estetica e spirituale.

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