Renzi in tour per le scuole innovative: "Abbiamo speso quattro miliardi di euro"

I tagli alla scuola hanno reso possibile il contenimento del deficit. Con tanti saluti a chi dice che il valore dell’istruzione è fondamentale per un paese che vuole crescere.  Non si tratta solo di sensazioni sindacalistiche, ma di dati certificati dall’ufficio parlamentare di Bilancio e anche gli investimenti della buona scuola renziana non sono riusciti a compensare che in minima parte le sforbiciate attuate tra il 2007 e il 2014. .  Se l’Italia volesse investire in educazione quanto accade in media dei Paesi della Ue – in proporzione al Pil – dovrebbe trovare almeno dodici miliardi di euro. Il triplo, quindi, di quelli spesi dall’attuale governo.  In altri termini, lo Stato recupera tagliando su scuola e università parte degli oneri in più a cui fa fronte per colpa di un debito del tutto fuori dalla norma. Notizie e numeri scoraggianti. Ma al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi non pecca l’ottimismo e in occasione dell’inizio dell’anno scolastico ha voluto mandare un messaggio proprio rivolto al mondo della scuola. “Da oggi facciamo un giro per augurare buon anno scolastico e andremo nelle scuole che gli enti locali stanno mettendo a posto, in questi anni abbiamo messo 4 mld sulle scuole e andiamo a vedere le scuole innovative. La scuola riparte, ci sono tante scuole belle e tanti professori in più”. Così il premier Matteo Renzi, a ‘Non è un paese per giovani’ su Radiodue, ha spiegato  la prima tappa nelle scuole ristrutturate in Campania. Raccontando come andava a scuola, il premier confessa che andava “così e così”: “Sono stato rimandato in scienze al liceo classico ma all’esame di maturità ho preso 60, ho anche avuto fortuna”. E di fortuna ce ne vorrà tanta per la scuola italiana.