Mensa scolastica. Tar del Lazio rimette in discussione il no della Cassazione al panino da casa: l'ordinanza

Mensa scolastica. Tar del Lazio rimette in discussione il no della Cassazione al panino da casa: l'ordinanza

Con l’ordinanza 6011 del 13 settembre il Tar Lazio rimesso in discussione la sentenza 20504 della Cassazione. Un provvedimento che sembrava aver messo un punto fermo sulla questione panino a scuola. Il tribunale amministrativo ha concesso la sospensiva sul divieto posto da un istituto scolastico a consumare il proprio pasto, forte della contraria posizione assunta l’anno scorso dal Consiglio di Stato.

La vicenda, culminata nella sentenza 20504 della Suprema Corte, è cominciata con un ricorso proposto da alcuni genitori al tribunale di Torino. Questi volevano che fosse fatta chiarezza sul loro diritto a scegliere tra la refezione scolastica e il pasto portato da casa.

Tar del Lazio: la sentenza messa in discussione

 I giudici della Cassazione, con una sentenza depositata a luglio, sottolineavano che “un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile e, quindi, non può costituire oggetto di accertamento da parte del giudice ordinario, in favore degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado”.

Un pronunciamento, dunque, che smentiva, annullandola, la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 2016 che aveva affermato la sussistenza. Alla luce delle norme vigenti e dei principi costituzionali in tema di diritto all’istruzione, all’educazione e all’autodeterminazione in tema di scelte alimentari, di diritti soggettivi dei genitori degli alunni delle scuole dell’obbligo. Sia la scelta per i propri figli tra il servizio di ristorazione scolastica ed il pasto portato da casa, sia il relativo consumo nei locali della scuola nel medesimo orario del servizio di ristorazione. “Alla luce del nuovo pronunciamento delle Sezioni Unite. Commenta l’assessora all’Istruzione Antonietta Di Martino. L’Amministrazione procederà a supportare le famiglie e le scuole nelle prossime delicate fasi organizzative che conseguono al suddetto pronunciamento”.

Il ricorso

I ricorrenti al Tar, però, hanno chiesto la condanna dell’istituto scolastico ad impegnarsi per la coesistenza nel medesimo refettorio di pasti da casa e pranzi preparati dalla ditta preposta. I giudici sono stati anche chiamati in causa per l’eventuale risarcimento dei danni nei confronti della famiglia. La quale, nel frattempo, ha proposto la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento. Non resta che aspettare per capire l’esito del ricorso.

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