"Leggere è una forza insuperabile, i libri sono presidio di libertà". L'intervento di Mattarella da portare in tutte le classi

"Leggere è una forza insuperabile, i libri sono presidio di libertà". L'intervento di Mattarella da portare in tutte le classi

Il “Corriere della Sera” pubblica l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla festa dell’Aie (Associazione nazionale degli editori). “Rivolgo a tutti un saluto molto cordiale, al ministro e agli ambasciatori presenti e a tutti i protagonisti di questo appuntamento cosi’ significativo e importante. Centocinquant’anni sono una lunga storia che gli editori, gli stampatori, hanno avuto la capacita’ di costruire insieme ai tanti autori — poeti, narratori, scienziati – a cui hanno dato la possibilita’ di esprimersi, di far conoscere il frutto della loro creativita’ e i risultati della loro scienza e dei loro studi. La vicenda, che Gian Arturo Ferrari ha cosi’ brillantemente illustrato, e’ uno dei pilastri della storia del nostro Paese”.

Non e’ un caso – continua – che l’Associazione librai italiani – progenitrice dell’Associazione italiana editori – sia sorta negli anni in cui si andava componendo l’unita’ del nostro Paese. I libri – i classici, i romanzi, i saggi, i manuali perla scuola, i volumi per le universita’ – sono stati vettori di sviluppo e di diffusione della cultura del nostro Paese.

E’ anche una storia di liberta’. Liberta’ che vuol dire anche confronto, dialogo, apertura di orizzonti. Sappiamo tutti che in latino liber, libro, e liberum, libero, sono due etimi differenti: da un lato, l’interno della corteccia degli alberi su cui scriveva, dall’altro la condizione di liberta’. Ma l’identita’ del suono trasmette una suggestione davvero molto grande: avvicina i libri alla liberta’”.

Secondo Mattarella, “e’ una storia anche di crescita civile. I libri sono stati un presidio perla difesa della liberta’ e dei diritti. La storia del nostro Paese, dal Risorgimento alla costruzione dell’unita’, alla Resistenza, alla Repubblica non e’ immaginabile senza il contributo dello sviluppo culturale che libri hanno arrecato al nostro Paese. Elena Cattaneo ha illustrato, con grande fascino, il valore e lo sforzo della ricerca. Una comunita’ si sviluppa, crescendo, attraverso la ricerca oltre i confini di quello che gia’ si conosce, attraverso la comprensione dei sentimenti, l’osservazione del mondo; esprimendo idee nuove, pensieri critici, chiavi interpretative nuove”.

MATTARELLA: “LIBRI PROPULSORI DI QUESTO PAESE”

“I libri – aggiunge – sono stati e sono propulsori di questa crescita del nostro Paese. Viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie — come sempre, in realta’, nella storia — ma con un ritmo di gran lunga piu’ incalzante che Alessandro Baricco ha indicato, accorciando la durata di un secolo e mezzo a trent’anni. E’ cosi’. Cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme e nuove tecniche e costringono a correre. I prossimi centocinquant’anni saranno un’avventura affascinante, in ampia misura inimmaginabile per noi. Ma della lettura avremo sempre bisogno. Si affermera’ sempre”.

MATTARELLA: “LA FORZA DELLA CULTURA E’ INSUPERABILE”

Il presidente della Repubblica rilava anche come “la forza della cultura e’ insuperabile, in tutte le sue varie espressioni, con tutti i mezzi che vi sono e vi saranno. La forza della cultura, che passa anche dalla lettura, e’ insuperabile. Certo, da imprenditori, vi occupate, necessariamente, anche di questioni materiali che possano rendere vostri lavori e i vostri prodotti piu’ facili da distribuire e piu’ agevoli da acquistare per il pubblico. La politica, le istituzioni, hanno il dovere di confrontarsi con voi e di approntare le misure piu’ idonee per diffondere i libri e per far sviluppare la lettura. Si legge ancora troppo poco in Italia. Dobbiamo migliorare: leggere e’ una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno. La scuola resta un bacino decisivo in cui seminare. Per l’attenzione alla formazione del lettore, come ha detto Ricardo Franco Levi”.

“E, del resto, – continua – anche l’ambito dei vostri futuri lettori. Voi editori siete imprenditori di una particolare specie, con una particolare missione. I conti in ordine, la capacita’ di innovare, sono condizioni essenziali di ogni impresa. Levi ha parlato dell’equilibrio finanziario delle aziende. Ma non svolgereste questa attivita’ senza la passione perla conoscenza, perla cultura, per la collettivita’ di cui siete parte. Non si e’ editori senza questa passione. E’ tempo di riapertura delle scuole; questi sono i giorni dei libri di testo. Tante famiglie si stanno misurando con le difficolta’ di assicurare ai propri figli tutto quel che occorre per l’istruzione. L’istruzione dei ragazzi e’ interesse primario della Repubblica”.

Il Capo dello Stato desidera quindi “sottolineare il valore sociale — l’alto valore sociale — dei libri di testo. Va ricordato alle pubbliche istituzioni e, insieme, va richiamata la necessita’ di scelte editoriali coerenti con quel valore sociale. Non tutto quello che c’era da scrivere e da pubblicare e’ stato gia’ pubblicato e scritto. Anche per l’editoria vi e’ sempre un giacimento inesplorato da scoprire, nuovi autori da far emergere”. “Si tratta – conclude Mattarella – di potenzialita’ che il diffondersi della lettura e della cultura puo’ accrescere ulteriormente. Vale come un augurio per voi. Ma anche come un incoraggiamento: il vostro lavoro e’ strumento di liberta’ e di crescita civile. Complimenti e auguri per Parigi 2021 e per la Buchmesse di Francoforte 2023. Grazie perla vostra attivita’. L’Italia ha bisogno di voi”.

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