La Scuola finlandese piace al neo ministro. Come funziona? Niente classi, macro materie e bocciature parziali

La Scuola finlandese piace al neo ministro. Come funziona? Niente classi, macro materie e bocciature parziali

La Scuola finlandese piace al neo ministro Lorenzo Fioramonti. Lo ha detto in una intervista a Radio 24 poco dopo l’insediamento.  I docenti del Gruppo di Firenze, ispiratisi al modello scolastico usato in Finlandia ritengono si possa rendere la scuola superiore più simile all’universita con l’obiettivo di combattere l’abbandono scolastico. Si tratta di un’iniziativa rivoluzionaria, in grado di cambiare radicalmente il concetto di “promozione”. Ecco come funziona.

Scuola finlandese, lo stato dell’arte

“Attualmente – spiegano i docenti a La Repubblicala scuola italiana, come nella maggioranza dei Paesi europei, è interamente basata sul succedersi delle classi, a cui si viene ammessi avendo almeno la sufficienza in tutte le materie”. Questo tipo di dinamica, secondo i docenti di Firenze “è un’organizzazione nel complesso adeguata per il primo ciclo”.

Ma è qui che – come si suol dire – casca l’asino. Perché con l’accesso all’istruzione superiore le cose cambiano sensibilmente.

“Nelle superiori la ripetenza viene sempre più sentita come un sistema che non garantisce la serietà degli studi e di conseguenza una buona preparazione degli studenti”.

Quindi cosa accade?

“A fine anno – chiariscono – per evitare la bocciatura, percepita da molti docenti come un provvedimento draconiano, vengono ‘abbonate’ una o più materie. Ma lo studente si porta dietro lacune non colmate”. Questo è il punto cruciale. In caso di bocciatura, lo studente dovrà recuperare il terreno perso sia nelle materie in cui è risultato insufficiente che in quelle dove è andato bene. Questo, secondo i promotori dell’iniziativa, porta al “rischio concreto che prevalgano sfiducia e demotivazione”.

Basta classi: l’idea

Per risolvere il problema, sulle orme dei colleghi finlandesi, l’idea è quella di abbandonare il concetto di classi per abbracciare quello dei corsi disciplinari (un po’ come avviene all’università). In questo modo “non si passerebbe più dalla prima classe alla seconda e così via, ma dal primo al secondo corso di italiano, dal primo al secondo di matematica e via dicendo”.

La bocciatura, quindi, può scattare “solo nelle materie insufficienti” portando il discente a ripetere soltanto quelle. Nel frattempo, però, lo studente “continua a frequentare gli altri corsi con lo stesso gruppo classe, che rimane un riferimento importante per gli adolescenti”.

La verifica del profitto, ovviamente, è affidata ad un esame al termine di ogni corso. Sollevati dall’onere di sciropparsi ripetutamente gli insegnamenti di tutte le discipline, gli studenti si farebbero tentare in minor misura dall’abbandono precoce. Inoltre, concludono i docenti, anche il risparmio in termini economici sarebbe notevole.

IL DOCUMENTARIO SULLA SCUOLA FINLANDESE

La scuola si sta rivoluzionando e ha costantemente bisogno di aggiornarsi per trasmettere saperi. La prova è in Finlandia dove materie come storia, geografia, lettere e matematica sono state identificate come ore di lezione non più all’avanguardia.

Nel Paese, infatti, si ragiona per macrotemi, canoni moderni di insegnamento che ruotano a 360° e si definiscono multitasking e multitematici.

aula

La Finaldia, infatti, ha abolito la distinzione per materie e la prova regina è la Siltamaki primary school di Helsinki dove l’apprendimento procede in base alle esigenze della giornata. Si riscontra un problema? Si risolve con la matematica. Un alunno racconta una storia? Si approfondisce nei vari aspetti: economici, geografici. Si parla di un cibo, se ne racconta il processo e così via. Così facendo i piccolo studenti apprendono trasversalmente e senza dover stare necessariamente dietro a serrati programmi imposti dal ministero.

Il 70% del personale della scuola di tutto il Paese, è già stato formato affinchè nelle scuole si proceda gradualmente ad attivare questo nuovo metodo di studio in modo che, nel prossimo 2020, si passi definitivamente alle macroaree.

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