Ivana Spagna: "A scuola mi prendevano in giro perché avevo un nasone, a 16 anni me lo sono rifatto"

Ivana Spagna: "A scuola mi prendevano in giro perché avevo un nasone, a 16 anni me lo sono rifatto"

“Avevo un nasone, non mi piaceva, mi hanno regalato un apparecchio che tirava il naso, era come un’impalcatura e il giorno dopo sono andata a scuola che sembravo un mostro”. A parlare è Ivana Spagna, 65enne cantante veronese ai microfoni di Storie Italiane, su Rai Uno. Sollecitata dalle domande di Eleonora Daniele, la Spagna si lascia andare al racconto della sua infanzia difficile, vissuta in condizioni di povertà estrema.

Famiglia povera e problemi a scuola

“Eravamo una famiglia povera – racconta l’artista – addirittura da non avere più niente da mangiare come ci è capitato una volta ad una vigilia di Natale. Se non fosse stato per un mio zio non avremmo avuto nemmeno il pranzo di Natale”. “Ho sempre ringraziato Dio – prosegue parlando della mamma e del papà – perché tutto l’amore che potevano avere dei figli l’abbiamo avuto, e penso che sia l’amore l’eredità migliore che possono lasciare i genitori”.

Nonostante la scarsità di mezzi, però, la famiglia Spagna ha fatto tutti i sacrifici necessari per liberare la giovane Ivana dal peso che la opprimeva: il suo naso, troppo grande, che le arrecava disagio. “Ad un certo punto – spiega – i miei genitori hanno capito che questa cosa mi stava rovinando l’esistenza, e quindi a 16 anni hanno deciso di farmi fare l’operazione facendo dei debiti. Per risparmiare mi hanno fatto un’operazione in anestesia locale, alla fine stavo sentendo tutto il male, ma il giorno dopo ero felice perché non avevo più il mio naso”. “Dopo quell’operazione – conclude – è iniziata una nuova vita. Prima chiudevo nel mio angolo, con gli occhialoni così nessuno mi vedeva”.

I fantasmi di Ivana Spagna

La cantante è risalita recentemente agli onori della cronaca per aver rivelato alcuni suoi contatti con i fantasmi. Ne parla anche su Rai 1, dopo averne scritto nel suo ultimo libro. “L’ho scritto per dare questo messaggio: quando ce ne andiamo via di qui andiamo da un’altra parte, in un’altra dimensione, il corpo muore ma non l’anima. Io vedo i fantasmi, non vedo il viso ma li vedo come sono vestiti. In un’occasione ho visto il fantasma di Giulio Ricordi, visto che abito nella sua casa: io sono sveglissima durante questi avvistamenti. Ho avuto numerosi sogni premonitori, in cui mi apparivano i miei cari che mi preannunciavano la morte di altri famigliari”.

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