Interrogazioni last-minute: come devono comportarsi i docenti con gli studenti volontari? La normativa

Interrogazioni last-minute: come devono comportarsi i docenti con gli studenti volontari? La normativa

Interrogazioni last-minute. In tutte le scuole, in tutte le classi, anche mese di giugno rappresenta non solo l’ultimo per la fine dell’anno scolastico, ma anche il momento per tentare il possibile per recuperare eventuali lacune. Evitare così di portarsi un debito a casa.

Tutti gli insegnanti sono d’accordo su un punto

Prendere un 9 ora non significa aver annullato completamente tutto ciò che non si è fatto durante l’anno. Ma è pur vero che i docenti sono obbligati a continuare ad interrogare dando la possibilità di recuperare.

Interrogazioni, gli insegnanti possono fare riferimento a due norme

La prima è il Patto Educativo di Corresponsabilità in cui il Ministero dell’Istruzione precisa ai punti 16 e 17: “Considerare che il voto è solo una delle componenti della valutazione dell’alunno, per cui si devono prendere in considerazione altri elementi quali il contesto emotivo del ragazzo, l’andamento durante tutto l’anno scolastico, l’analisi dei momenti di calo e di progresso, la situazione scolastica nel suo complesso; per tali componenti è necessaria e particolarmente utile la comunicazione continua e in ogni caso tempestiva dei docenti con il tutor.  Considerare il 3 come la valutazione minima e il 10 come quella massima, in ogni prova di verifica scritta od orale”.

IL DPR

Ma, ancora più nel dettaglio, per la gestione dei cosiddetti “volontari” entra in gioco  il DPR 21 novembre 2007, n° 235 che stabilisce l’obbligo, per docenti e dirigenti, di attivare un “dialogo costruttivo” anche in relazione ai “criteri di valutazione”.

Bisogna ricordare che il docente può anche decidere di rifiutare la richiesta di interrogazione dello studente che, dopo aver preso una serie di 4 per l’intero anno, chiede di essere riascoltato dopo aver studiato, ma la richiesta potrebbe essere inoltrata al Consiglio di Classe o al Dirigente Scolastico. In questo caso, i due organi, possono assumere provvedimenti. La linea generale è che lo studente può chiedere di essere interrogato quando vuole.

In conclusione quindi, il docente ha il diritto di rifiutare di fare interrogazioni, ma se ne assume tutte le responsabilità. In quanto il giudizio negativo risultato a fine anno, può essere impugnato dallo studente con un ricordo al Tar.

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