Gli studenti: “Macerata? Si trova in Toscana!”. Manlio Lilli: "La scuola italiana ha detto addio alla geografia"

Gli studenti: “Macerata? Si trova in Toscana!”. Manlio Lilli: "La scuola italiana ha detto addio alla geografia"

E’ ufficiale: la scuola italiana ha detto addio alla geografia. Così in un pezzo per il suo blog per Il Fatto Quotidiano, l’archeologo e giornalista Manlio Lilli. L’articolo esordisce con una serie di strafalcioni geografici da parte degli studenti italiani.

 

Macerata? In Toscana!”, dice con molta incertezza Greta, prima media. “Cremona? In Piemonte”, risponde Mattia, che frequenta la seconda media. Su “Belluno”, Jasmine, anche lei in prima media, non sa rispondere. E’ indecisa, molto. Non ricorda se si trova al nord oppure al sud e così chiede aiuto. Poi, decide. “E’ in Piemonte!”. Passare a fiumi e montagne non regala soddisfazioni maggiori. “Il Reno dove scorre? Nel Lazio!”. Ovviamente. “E le Alpi Apuane dove sono? In Veneto!”. Senza ombra di dubbio.

 

La faccenda è seria, spiega Lilli, e non si tratta di casi isolati.  “Lasciando da parte l’Europa e gli altri continenti, si possono sperimentare le conoscenze sull’Italia. Per carità, nessun paese, noto per monumenti, oppure per essere stato teatro di qualche avvenimento storico. Al bando anche i laghi e gran parte dei corsi d’acqua. Il risultato imbarazzante anche se si chiede di città. Dei capoluoghi di Regione ad esempio”.

Il problema è politico e istituzionale. “La geografia – chiosa Lilli – è uscita da tempo dalla scuola. Sia da quella primaria, che da quella secondaria”.
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