Galatea Vaglio: Fategli fare i riassunti! Vademecum perché gli alunni non diventino analfabeti funzionali

Galatea Vaglio: Fategli fare i riassunti! Vademecum perché gli alunni non diventino analfabeti funzionali

da L’Espresso – Mariangela Galatea Vaglio

Ci sono molti modi per capire se un percorso di studi ha avuto successo. Uno dei criteri per capirlo è verificare se chi lo ha compiuto è in grado di comprendere correttamente un testo. In Italia da qualche anno il problema dell’analfabetismo funzionale è gravissimo. Abbiamo quasi una metà della popolazione (secondo le stime famose di De Mauro) che non capisce assolutamente nulla nemmeno di un testo semplice, un bugiardino delle medicine, il libretto di istruzioni di una lavatrice. Figuriamoci cosa può capire di un dotto articolo sulla riforma della Costituzione o sul problema del riscaldamento globale.

L’analfabeta funzionale sa leggere e scrivere, ma resta indifeso nei confronti della vita. Banalmente non capisce nulla, anche se mette in fila in maniera corretta lettere e riesce a leggere le parole. La cosa assurda è che può avere (anzi spesso ha) un titolo di studio, un diploma, persino alle volte una laurea. Questa cosa sembra un inspiegabile paradosso, un bug incomprensibile del sistema. Invece si spiega facilmente: l’analfabeta funzionale è chi non ha mai imparato a fare un banale riassunto.

Di anno in anno io mi ritrovo sempre più ragazzini che mi arrivano in prima media anche con buoni voti dalle elementari. Quando però dai loro da fare i primi riassunti (banalissimi: tipo leggi questa fiaba e racconta la trama, oppure leggi e riassumi la leggenda di Romolo e Remo, riassumi il paragrafo del libro di Storia in cui vengono raccontate le invasioni barbariche) producono delle cose che non si sa nemmeno come definire. Chiariamoci: in molti casi ad una lettura superficiale sembrano testi perfetti. Sono ordinati, ripetono con precisione le sequenze di testo ed hanno senso. Ma non sono riassunti. Sono copia e incolla di sezioni di testo (anche quando sono fatti a mano) che loro giustappongono le une alle altre senza preoccuparsi di capire cosa stiano dicendo.

Ti accorgi che non hanno senso quando glieli fai leggere ad alta voce, li fermi e chiedi loro dopo ogni frase che cosa esattamente voglia dire la parola che hanno usato, o la frase intera. In almeno otto casi su dieci non lo sanno, o lo sanno spiegare molto confusamente. In pratica loro hanno prodotto un testo apparentemente dotato di senso che però a loro sfugge.

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