Facciamo chiarezza e fermiamo le fake news: qualcuno gioca a screditare la Scuola

Facciamo chiarezza e fermiamo le fake news: qualcuno gioca a screditare la Scuola

Nell’era della fake news assistiamo a un ulteriore salto di qualità.  Per accrescere il valore di una notizia di per sé drammatica, la si inserisce nel contesto scolastico. Anche se non ci sono elementi di contatto. L’importante, però, è poter mettere nel titolo la parola scuola o meglio ancora insegnante. In questo modo si attira l’attenzione dei lettori. Un’attenzione morbosa perché richiama l’idea che dietro l’universo scolastico si annidino degli incompetenti, dei violentatori, dei ladri.

Screditare la Scuola

Scatta così l’attenzione dei potenziali lettori, in molti preoccupati dall’idea che gli insegnanti travalichino i confini della professione per mostrarsi quali mostri. Insomma, chi difenderà i nostri figli da coloro ai quali li abbiamo affidati? Il meccanismo azionato è semplice, il risultato garantito. Poco importa se, poi, il maniaco non è un insegnante, l’incidente non è avvenuto a scuola, l’infarto ha colpito un pensionato e non un professore. Così accade che sui giornali un’infermiera che seduce un tredicenne possa diventare la sua docente di inglese o che un ragazzino che cade da un balcone di un albergo sia in gita scolastica e non in vacanza con i parenti.

Polemiche ad Hoc

La scuola, dopo l’abbuffata delle polemiche sulla riforma renziana è tornata a fare notizia solo per le tragedie. Non si dibatte sulla mancanza di manutenzione degli edifici, ma se cade un cornicione. E se cade a due chilometri di distanza dall’istituto più vicino, allora tanto vale inventarsene uno ad hoc. Così sale l’audience e si abbassa l’attenzione verso i veri problemi. Il prossimo anno mancheranno decine di migliaia di insegnanti di sostegno in tutta Italia, ma questo ha poco spazio sui media.

Nulla, poi, importa che sulla pelle dei docenti si consumi un mercimonio fatto di inutili corsi a pagamento. In attesa che qualche nuova tragedia possa essere amplificata dall’essersi consumata nel mondo scuola. Se così non fosse un aggancio lo si trova sempre. Un’infermiera diventa insegnante, una vacanza si trasformerà in gita scolastica.

 

Basta screditare la scuola: la donna incinta del 14enne non è un’insegnante, ma un’infermiera che dà ripetizioni

Leggi altre notizie su Scuola e Docenti e attiva le notifiche per restare sempre aggiornato.

Qui la pagina Facebook