Esami terza media: commissioni rifiutano nuove disposizioni del Miur per la prova di matematica. IL CASO

Esami terza media: commissioni rifiutano nuove disposizioni del Miur per la prova di matematica. IL CASO

Molte commissioni incaricate di guidare l’esame finale della scuola secondaria di primo grado stanno mantenendo metodi tradizionali per la prova di matematica. In tal mondo, le stesse non si allineano alla nuove disposizioni del Miur in merito. Lo riporta IlSussidiario.net, analizzando il caso specifico della regione Lombardia e osservando i dati forniti dall’USR.

USR: IL RAPPORTO SULLE COMMISSIONI

Le nuove regole, introdotte dal Dm 741/2017, non si attagliano in maniera convincente ai programmi e ai metodi di insegnamento della matematica. Tanto è vero che le commissioni,  secondo i dati relativi all’esame che si è svolto al termine dell’anno scolastico 2017/18,  hanno segnalato criticità legate alla prova d’esame. In particolare a quella scritta dedicata alle lingue straniere.

Per quanto concerne la matematica, poi, nel rapporto dell’USR Lomardia si legge che “Una qualche forma di ‘resistenza al cambiamento’ che sembra caratterizzare la prova logico-matematica è confermata anche dall’alta percentuale (il 30,4% delle scuole, contro il 13,6% per italiano e il 18,5% per lingue straniere) dei presidenti di commissione che segnalano l’adeguamento solo ‘parziale’ della prova alle indicazioni del Dm 741″.

PAROLA D’ORDINE: CONTINUITA’

Da qui la propensione a somministrare prove in linea con le modalità tradizionali. I numeri dell’USR: il 95% delle prove prevede problemi articolati su una o più richieste, il 64,2% quesiti a risposta aperta, conformenente alle disposizioni del Miur, e il 9% esercizi come risoluzione di equazioni, grafici, probabilità, quesiti di tecnologie e di scienze.

 

Gli elementi forniti dal rapporto dell’Ufficio Regionale Lombardo possono rappresentare una buona cartina di tornasole per il contesto nazionale. E’ evidente, in questo senso, una certa resilienza da parte dei docenti rispetto a misure di rottura troppo drastica rispetto al passato. D’altronde l’esame conclusivo della scuola secondaria di primo grado deve essere “a misura di tutti gli alunni”. E solo i docenti possono conoscere in maniera adeguata le esigenze del gruppo classe.

Leggi altre notizie su Scuola e Docenti e attiva le notifiche per restare sempre aggiornato.
Qui la pagina Facebook