“È giusto che le coppie gay possano adottare dei figli?”: la lezione del prof Galiano fa il giro del web

“È giusto che le coppie gay possano adottare dei figli?”: la lezione del prof Galiano fa il giro del web

E allora è andata così.
Il martedì in classe noi facciamo un’ora di discussione.
Io scrivo alla lavagna una domanda. Cose tipo:
“I testi di Sfera Ebbasta sono diseducativi?”
“Secondo te è giusto facilitare il possesso di armi?”, o 
“Trump dovrebbe cambiare parrucchiere?”
(Ok, lo ammetto, una è inventata, non posso dire quale)

Comunque funziona così: scrivo la domanda, e poi loro hanno una settimana di tempo per fare le loro ricerche, portare più argomenti possibile a sostegno della propria tesi. E poi scannarsi a colpi di “Quel professore di Harvard dice che” e di “Secondo questa statistica”.

Quando sono divisi a metà è uno spettacolo, ve lo assicuro. Perché si infervorano, si agitano, ai alzano in piedi. E non so se c’è qualcosa di intellettualmente più stimolante dell’osservare due idee messe di fronte, a duello.

Ad ogni modo.

La domanda di questa settimana era: “È giusto che le coppie gay possano adottare dei figli?”.
E io mi sono presentato in classe con questo libro, “La bambina con due papà”, dicendo loro cose come “Ma non è giusto! Ma che roba è! Ma come si fa a presentare questa come una cosa normale! Poveri bambini!”.

Dovete sapere che i ragazzi di tredici anni sono grandi, sì, ma sono anche un po’ bambini: nel senso che se reciti bene la tua parte, è difficile che colgano la finzione. E infatti dopo quei dieci secondi di sbigottimento tutti, ma proprio tutti, erano straconvinti che davvero pensassi quelle cose. Che libri come quello andrebbero censurati, che non andrebbero fatti leggere ai bambini, che poi li condizionano e rischiano di rovinarli.

Ebbene, la morale di questa storia è che non mi hanno fatto neanche finire di parlare.
Rossi in faccia, un paio di loro si sono alzati e mi hanno detto “Ma no! Prof! Ma cosa dice!”, sventolando le ricerche fatte per casa e i loro pensieri scritti sul quaderno erano arrabbiati, indignati, alcuni perfino un po’ delusi. E più di qualcuno diceva “Ma cosa c’entra! L’importante è che il figlio sia amato, è quella la sola cosa che conta davvero!”.

Io continuavo a fare la faccia seria, convinta delle mie idee finte.
Ma dentro, ve l’assicuro, avevo gli occhi lucidi.

Prof. Enrico Galiano

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