Commette reato l'insegnante che minaccia di bocciare e dare voti bassi gli alunni. La sentenza

Commette reato l'insegnante che minaccia di bocciare e dare voti bassi gli alunni. La sentenza

Commette reato l’insegnante che minaccia di bocciare gli alunni. Le minacce di bocciatura e voti bassi, rimangono nell’alveo dell’abuso dei mezzi di correzione. Come stabilito dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione il reato si sostanzia nel “comportamento dell’insegnante che umili, svaluti, denigri o violenti psicologicamente un alunno causandogli pericoli per la salute”. ” In ambito scolastico, il potere educativo o disciplinare deve essere sempre esercitato con mezzi consentiti e proporzionati alla gravità del comportamento deviante del minore. Senza superare i limiti previsti dall’ordinamento o consistere in trattamenti afflittivi dell’altrui personalità”.

Commette reato chi minaccia – La sentenza

La sentenza di riferimento, ovvero la 47543/2015 stabilisce proprio che le continue minacce di bocciatura o di voti bassi costituiscono reato.

Il caso specifico

L’insegnante, scrive Studio Cataldi, aveva assunto atteggiamenti inadeguati verso gli studenti, rivolgendo loro continue offese e minacce, costringendo anche alcune allieve, che si erano lamentate dinnanzi al ds delle espressioni pronunciate nei riguardi loro e dei compagni, a scrivere (sotto minaccia di bocciatura e di carcere) una lettera al dirigente per ritrattare le precedenti accuse.

QUI LA SENTENZA 

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