Cari docenti, godetevi le vacanze. Se l’80% delle malattie nella scuola è di natura psichiatrica, un motivo ci sarà

Cari docenti, godetevi le vacanze. Se l’80% delle malattie nella scuola è di natura psichiatrica, un motivo ci sarà

di Irene Dominioni  – Linkiesta

Cari docenti,

questo articolo è per voi, ed è per dirvi una cosa importante: godetevi le vacanze. Sì, ve le siete meritate. Siete finalmente arrivati alla fine di un altro anno scolastico. Finiti gli scrutini, i consigli di classe, i ben peggiori consigli docenti, le riunioni. Basta compiti in classe da preparare, basta colloqui con i genitori, basta bambini incapaci di tenere il sedere sulla sedia e liceali che fingono di aver studiato ma durante l’interrogazione si arrampicano sugli specchi, prendendovi per scemi.

Liti

Basta liti con i colleghi presuntuosi, basta arrovellamenti con le Lim(le lavagne interattive) che non funzionano, basta con l’ansia perenne che possa cadere l’intonaco in testa a voi o ai vostri studenti in un’aula sì e nell’altra pure. Basta con chi vi considera “solo un supplente” e quindi non riconosce la vostra autorità in classe, né tantomeno apprezza il valore del vostro mestiere. Siete dei professionisti, per la miseria, anche se la busta paga a fine mese non sembra dire altrettanto.

Settembre

A settembre, poi, ricomincerà il solito calvario, e pur avendo concluso un anno impegnativo, pur essendovi affezionati agli studenti (perlomeno ad alcuni) e pur avendo dimostrato competenza e serietà, chissà se sarà abbastanza per essere richiamati in servizio. Secondo le ultime del Miur, i concorsi e le assunzioni sono ancora in alto mare. Sai che novità, la scuola è così da anni, direte. L’immissione in ruolo ormai è un sogno che manco Cenerentola fantasticava così in grande. Eh già, lo sappiamo, anche se in pochi sanno davvero cosa significhi vivere la quotidianità della scuola e quanto impegnativa e al tempo stesso poco gratificante possa essere.

Burnout

Almeno fino a settembre, però, potete dire basta. Tutto quello che vi ci vuole ora è il rumore delle onde del mare, la vista di una montagna o la pace della casa in campagna. Quale che sia la vostra meta, godetevela a pieno. I vostri, in fondo, sono «tre mesi di convalescenza, più che di vacanza». E a dirlo è uno che se ne intende – Vittorio Lodolo D’Oria, medico specializzato in burnout nella scuola. Perché sì, la scuola è sfiancante, e lo è anche più di quanto ve ne possiate rendere conto. Secondo gli esperti, infatti, se arrivate a fine anno spremuti come arance, è anche perché continuate a lavorare pur essendo inconsapevoli dei rischi che la scuola comporta per la vostra salute, soprattutto mentale.

Gli insegnanti sono tra i più soggetti allo sviluppo di tumori, proprio in virtù dello stress cronico a cui sono sottoposti quotidianamente

Perché forse non sapete, cari docenti, che l’80% delle patologie professionali nel mondo della scuola è di natura psichiatrica: ansia, depressione, un male di vivere che manco Eugenio Montale o il pessimismo cosmico di Leopardi. E probabilmente non sapete nemmeno che gli insegnanti sono tra i più soggetti allo sviluppo di tumori, proprio in virtù dello stress cronico a cui sono sottoposti quotidianamente. E che ne dite del fatto che l’insegnamento è la professione a maggior rischio suicidiario? Non vogliamo spaventarvi, cari docenti, solo mettervi davanti ad una grande verità, che forse vi potrebbe anche aiutare nel vostro lavoro. Se fossero prevenute e curate a dovere, infatti, molte di queste malattie sarebbero gestibili. Ma la verità è che, almeno finché la scuola rimarrà la giungla che è oggi, difficilmente potrete liberarvi dei mali che vi affliggono.

Leggi altre notizie su Scuola e Docenti e attiva le notifiche per restare sempre aggiornato.
Qui la pagina Facebook