Bimbo vittima di abusi bocciato in prima elementare. La mamma: "Maestre insensibili, ricorreremo al Tar"

Bimbo vittima di abusi bocciato in prima elementare. La mamma: "Maestre insensibili, ricorreremo al Tar"

Vittima di abusi e violenze in famiglia, bocciato in prima elementare. E’ la storia di un bimbo piemontese, un piccolo studente come tanti altri, ma con una vicenda personale tutta particolare. Lo riporta La Stampa, che ha raccolto la testimonianza straziante della madre.

Bimbo bocciato: il contesto familiare

“Mi chiede: perché mamma? Neanche li mi vogliono? Mi spezza il cuore” racconta la donna al quotidiano torinese. Alle spalle del piccolo un disagio familiare profondo, dato da un padre violento nei confronti della madre e del fratello maggiore. In passato, emerge dalle ricostruzioni, l’uomo aveva picchiato e persino minacciato con dei coltelli la donna. Convintasi solo nel 2016 – quando il bimbo in questione aveva 4 anni – a sporgere denuncia. Dopo le indagini e alterne vicende, l’uomo patteggia due anni e mezzo di reclusione.

Ma a creare un ulteriore danno all’esistenza del bambino ha contribuito anche il nonno paterno, per il quale ora è stato chiesto il rinvio a giudizio, accusato di aver abusato sessualmente di lui.

Nonostante questi trascorsi burrascosi – che ovviamente hanno inficiato il rendimento scolastico del bimbo – le maestre hanno optato per la bocciatura. Con grande disappunto della madre. Le docenti, riporta La Stampa, spesso mettono il banco del bambino in corridoio o lo mandano dai bidelli perché disturba la lezione. Hanno molti alunni e bisogna andare avanti col programma.

Le ragioni delle maestre

“Mi hanno detto che era una vittima – racconta la madre – nato sotto una cattiva stella, che non si era scolarizzato. In una nota, l’ultima, scrivono che è finito il tempo di usare le buone e si deve tentare con le cattive. Come si può pensare questo senza tenere in considerazione quello che ha passato?”. La donna ha rifiutato anche il suggerimento fattole a metà anno dalle insegnanti, che le consigliavano di cambiare scuola. “Ma lui non voleva lasciare i suoi compagni – spiega lei – Adesso piange e si chiede cosa ha di sbagliato. Non lo posso accettare”.

Per far valere le sue ragioni, la mamma ha deciso di fare ricorso al Tar contro le insegnanti e contro l’istituto scolastico.

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