Arriva il 'salva precari bis', ma è solo per docenti di scuola media e superiore. LA BOZZA DEL DECRETO

Arriva il 'salva precari bis', ma è solo per docenti di scuola media e superiore. LA BOZZA DEL DECRETO

Un ‘salva precari’ bis, ma solo per gli insegnanti delle scuole medie e superiori. Rimangono fuori dal nuovo decreto del Miur sulla scuola gli insegnanti a tempo delle scuole materne ed elementari.

La bozza in circolazione, di cui Public Policy ha preso visione, apre a un nuovo concorso straordinario per 24mila professori. Da bandire contestualmente a quello ordinario. Un nuovo salvataggio che arriva dopo il concorso straordinario per i diplomati magistrali di quest’anno. Sarà rivolto agli insegnanti precari che hanno lavorato nella scuola statale – in particolare – licei e scuole superiori – negli ultimi tre anni. Il testo dovrebbe essere esaminato domani dal Cdm. Un altro concorso “selettivo”, invece, riguarderà anche gli assistenti amministrativi che aspirano a diventare direttori dei servizi generali e amministrativi.

IL CONCORSO

Come detto, il nuovo concorso non riguarderà i docenti della scuola primaria, nonostante siano molti gli insegnanti precari in questa fetta del mondo dell’istruzione. In ogni caso, il Governo ha deciso di creare questa nuova graduatoria – che sarà formata dopo il concorso – per l’assunzione a tempo indeterminato di 24mila insegnanti. Questo nuovo canale di stabilizzazione, però, verrà utilizzato solo dopo l’esaurimento dei posti regionali riservati alle vecchie Gae e dunque anche dopo l’anno scolastico 2022/2023.

GLI ESAMI

Per accedere agli esami servirà un titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento e un requisito relativo al servizio, ovvero tre anni di insegnamento tra il 2011 e il 2019 nelle scuole statali secondarie sia sul posto comune – con cui si intende qualsiasi tipo di materia – oppure sul sostegno. Per chi concorre per il sostegno, precisa il decreto, gli insegnanti dovranno avere la relativa specializzazione. Ogni docente potrà partecipare in una sola regione e per una sola procedura, sostegno o posto comune.

LA PROVA SCRITTA

La prova sarà scritta al computer con quesiti a risposta multipla e dovrà essere superata con almeno 7/10. Dopo l’esame sarà messa a punto la graduatoria con un punteggio che sommerà sia la prova scritta che i titoli di studio e di servizio. I 24mila che entreranno in lista col tempo verranno immessi in ruolo, previo l’anno di prova introdotto con la riforma Buona scuola in cui i docenti presteranno servizio nell’istituto in cui c’è carenza di personale e solo dopo 12 mesi gli verrà confermato il contratto a tempo indeterminato. L’anno di prova prevede anche l’acquisizione di 24 Cfu (se non posseduti) con oneri a carico dello Stato e una prova orale da superare sempre con 7/10.

LE GRADUATORIE

Come in tutte le gradutorie scolastiche, ci saranno docenti idonei che superano la prova scritta ma non riusciranno a rientrare nei 24mila posti. Questi in ogni caso potranno conseguire l’abilitazione se hanno una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto (ovvero contratti che durano per un intero anno scolastico e non a ‘spezzatino) e che superano la prova orale selettiva. In ogni caso gli idonei andranno in coda a coloro che rientrano nei posti banditi.

IL DECRETO

Il decreto contiene un’altra norma che tenta di ridurre il precariato nella scuola. E’ la seguente: i vincitori dei concorsi 2016 e 2018 potranno chiedere di essere inclusi in subordine alla graduatoria di merito di un’altra provincia, quindi spostandosi anche di Regione rispetto a quella in cui hanno fatto la selezione.

Per sopperire alla mancanza di personale dirigente tecnico, con l’incarico di ispettoare scolastico, viene modificata una norma del testo unico sul pubblico impiego che trasforma il corso-concorso in concorso selettivo.

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